Per il mondo Cristiano, quindi
non solo cattolico, la Bibbia è il pilastro portante su cui poggia la propria dottrina.
Ma se questo pilastro fosse
meno solido di quanto si pensi? O meglio, ci siamo mai chiesti se quanto vi sia scritto al suo interno, sia davvero autentico?
Basta pensare ad alcune
discrepanze che possono essere rintracciate tra i vari Vangeli.
Marco dice che Gesù fu
crocifisso il giorno dopo il pranzo della Pasqua ebraica (Mc 14,12;15,25), mentre Giovanni afferma che fu il giorno prima.
Oppure, quando Paolo sostiene
che dopo la sua conversione sulla via di Damasco, non si sia recato a Gerusalemme ad unirsi con gli altri apostoli (Gal 1,16,17), mentre gli Atti affermano l’esatto contrario (At
9,26)
Con questi due esempi, potrebbe
venire il dubbio, legittimo, che la Bibbia non sia “esatta”. Ma davvero possiamo considerare i due esempi come errori, oppure si tratta solamente di eventi che mettono in disaccordo gli autori
dei Vangeli?
Facciamo un salto storico fino
ad arrivare all’archè del Libro. L'archetipo, cioè il testo originario, a noi non è mai pervenuto, in quanto i veri testi antichi furono distrutti durante l'incendio del Primo Tempio, per volere
di Nabuccodonosor re di babilonia .Il testo preso x buono è quello scritto a MEMORIA da Ezra nel 539 a.c. Ma anche questa a noi non è pervenuta intatta. Attualmente, i testi a noi pervenuti e al
vaglio degli studiosi sono 5700 circa ed includono dai più piccoli frammenti, alle produzioni molto ampie e sontuose. Innanzi a tale quantità di manoscritti, risalire al testo originario,
dovrebbe essere semplice ed invece gli studiosi si imbattono in non pochi problemi. Le difficoltà sono rintracciabili in due motivi principali: errori presenti nei testi e difficoltà di
traduzione.
La difficoltà di traduzione, è riconducibile
principalmente nei testi greci antichi, quando venivano copiati senza usare segni d’interpunzione, distinzione tra maiuscole e minuscole e soprattutto non si soleva usare separare le parole. Per
esplicitare tale concetto, mi rifaccio ad un esempio di Bart D. Ehrman ( una delle massime autorità negli studi biblici): << ilvaloredellafedeèindubbio>>. Questa frase può essere letta in due modi con due significati diversi:
1.
Il valore della fede è in dubbio
2.
Il valore della fede è indubbio
Per
quanto riguarda gli errori, le difficoltà non sono da meno di quelli di traduzione.
I
primi scribi non erano professionisti, ma arrangiati al mestiere, quindi durante le trascrizioni o una semplice “scrittura sotto dettato”, gli errori erano frequenti.
Una
volta commesso l’errore, questo si consolidava nella tradizione testuale. I problemi non finiscono qui, in quanto lo scriba successivo, non solo ricopiava il vecchio errore, ma ne aggiungeva dei
suoi. Così il contenuto del testo veniva compromesso.
Purtroppo però ,gli errori riscontrabili, non sono solo di carattere “involontario”. Da quando nacque la figura dello scriba “professionista”, agli errori di natura
volontaria,si aggiunsero quelli “volontari”. Comunque, anche gli scribi di professione potevano incappare in errori non volontari, dettati dalla stanchezza, mancanza di voglia o poca preparazione
di fondo alla professione stessa.
Gli
errori di natura volontaria, invece nascono per questioni teologiche, politico-culturali del periodo o di semplice natura stilistica del contenuto-messaggio.
Sono
da considerare errori anche omissioni o aggiunte ai testi arcaici.
Un
esempio di aggiunta al testo, sono i 12 versetti finali del vangelo di Marco.
Secondo il racconto di Marco, Gesù viene crocifisso e poi sepolto la vigilia del sabato (15,42-47).
Il
giorno dopo il sabato, Maria di Magdala con 2 donne al seguito, si recano alla tomba per imbalsamare il corpo di Gesù come conviene (16,1-2).
Entrate nel sepolcro, vedono un giovane vestito di bianco che dice loro di non avere paura che il Cristo è risorto e di riferire agli apostoli che Gesù li aspetta in Galilea
per incontrarsi lì. Ma le donne fuggono piene di timore (16,4-8).
Dopo
iniziano i versetti imputati, cioè dove Gesù appare a Maria Magdala e ad altri due apostoli, rimproverando gli apostoli stessi di non aver creduto e così via fino alla fine del
Vangelo.
Come
hanno stabilito gli studiosi che i 12 versetti finali sono stati aggiunti posteriormente?
In
primis perché nei testi arcaici in possesso, questi non sono presenti e soprattutto perché lo stile è differente dal resto del Vangelo in questione. Sicuramente il Vangelo, senza i 12 versetti
aggiunti, finisce in modo repentino, quindi può essere supposto che la “vera” continuazione del brano sia andata persa. Oppure, semplicemente come affermano gli esperti di Marco, il capitolo
termina effettivamente così bruscamente. La spiegazione sta nel fatto che Marco in tutto il suo Vangelo, sottolinea come gli apostoli realmente non hanno mai compreso Gesù e il suo messaggio e
quindi tale fine ne è la dimostrazione.
Per
uno degli scribi, un simile epilogo non doveva essere dei migliori, quindi aggiungere questi 12 versetti, poteva risultare il modo migliore per concludere il Vangelo.
Oltre ad aggiunte come l’esempio dei 12 versetti (ne sono presenti anche altri, come il passo sulla donna adultera), sono presenti nel testo Sacro delle alterazioni che erano
influenzate dal periodo storico. Gli scribi molte volte alteravano i testi, affinchè dicessero ciò che già si credeva significassero o si voleva far significare.
Una
volta apportate tali alterazioni, le parole diventavano letteralmente diverse, quindi non più rintracciabili dai testi precedenti.
Importanti alterazioni vennero fatte tra il II e III secolo, durante le prime e più aspre dispute teologiche, poiché i copisti modificarono i testi alla luce delle cristologie
adozioniste, docetiste e separazioniste che, in quel periodo, si contendevano l’attenzione generale.
Vi
erano in gioco fattori storici, controversie teologiche e conflitti sociali come la contrapposizione ai pagani, il ruolo della donna all’interno del cristianesimo,
ecc….
Ma
le alterazioni non sono riconducibili solo al periodo medievale, ma anche in epoca contemporanea.
Per tali esempi faccio riferimento ad un forum con link annessi:
http://www.utopia.it/manipolazione1.htm
http://www.utopia.it/manipolazione2.htm
http://www.utopia.it/manipolazione3.htm
http://www.utopia.it/manipolazione4.htm
http://www.utopia.it/manipolazione5.htm
http://www.utopia.it/manipolazione6.htm
http://www.utopia.it/manipolazione7a.htm
Molto probabilmente, la fede sta proprio nel credere senza dover affidarsi ad un libro.
Vista così, è molto più semplice di quanto ce l’hanno posta e molto volte nella semplicità delle cose, risiede la verità.